Un ordine NUOVO voluto da pochi
Pubblicato il 6 April 2010 a cura di admin
Io non sono razzista eh! però… from Mimesis Associazione Culturale on Vimeo.
L’Italia vista con gli occhi di un casertano adottato da Firenze e dai fiorentini appare come un vecchio stivale che sta a galla in un mare di vecchi vizi e nuove ipocrisie.
Questo traspare dall’ultimo libro di Domenico Guarino, compagno di viaggio scelto da Mimesis per un sabato pomeriggio di periferia. Immigrazione, certo, ma anche lavoro nero, prostituzione, educazione e tante altre ancora, sono le prospettive dalle quali Mimmo ha scelto di scattare foto impietose della nostra Italia. ORDINE è la parola chiave con cui provare a decriptare i tanti messaggi che si nascondono dietro le istantanee. Un ordine NUOVO voluto da pochi, “eletti”, molto attenti che vorrebbero decidere per tutti gli altri, distratti. Distratti dal vivere quotidiano che, sempre più frenetico, impedisce il progettare, si occupa di concludere la giornata senza preoccuparsi troppo della direzione della strada percorsa. E finisce, così, che magari oggi ci scopriamo in un luogo diverso da quello in cui pensavamo di essere diretti. La sua fredda cronaca ci svela come i valori importanti spesso scendono in secondo o terzo piano e molte delle questioni “a fuoco” sono oggettivamente marginali.
Ma l’incontro con Mimmo lascia intravedere, dietro le sue provocatorie analisi, un percorso per uscirne, una presa di coscienza, una via d’uscita per i distratti. E così anche la crisi economica diventa una lente che DEVE forzare i distratti ad analizzare cosa ci ha portato fino qui, DEVE portare i distratti a scegliere, davvero. E, magari, costringere chi deve governare questi processi di cambiamento a tener conto del risveglio delle coscienze…
Una bella camminata, quella fatta con Mimmo, in cui, per una volta, l’orologio non ha dominato i tempi della discussione. Discussione cominciata con la lettura di stralci del suo libro che lui stesso stentava a riconoscere, tanto per capire come l’abbia scritto di getto, forse nemmeno riletto. E proseguita con un incidere spedito degno di chi, come lui, utilizza i microfoni (quelli di Controradio) di professione. Un personaggio che ha saputo parlare, farsi ascoltare, far riflettere, ma anche e soprattutto dimostrato di saper ascoltare. Un personaggio con cui parlare di immigrazione e integrazione come se fossimo noi i protagonisti.
(Alessandro Galligani)
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