Mors: finis an transitus?
Pubblicato il 7 October 2008 a cura di Stefano Tognarelli
Attigliano (Tr) – Accadde, molto tempo fa, che su questo pianeta fiorì la vita umana. Da allora, con il trascorrere dei millenni, i popoli crebbero separatamente e ci fu un tempo per nascere, un tempo per godere, un tempo per soffrire ed un tempo per morire. Individui e popoli costruirono e si succedettero gli uni agli altri, fino a quando ereditarono la terra e dominarono le acque del mare e volarono più veloci del vento e attraversarono le montagne e con voci di tempesta e luce del sole mostrarono il loro potere. Fu così che videro da lontano il loro pianeta azzurro, amabile protettore velato dalle sue nubi. Quale energia ha mosso tutto questo? Quale motore ha posto l’essere umano nella storia, se non la ribellione contro la morte? Perché, fin dall’antichità, la morte, come un’ombra, ha accompagnato i suoi passi. E fin dall’antichità è entrata in lui ed ha voluto catturarne il cuore.
Alla domanda cos’è la morte?”, Seneca risponde con la rigida alternativa “o fine o passaggio” (aut finis aut transitus), codificando due concezioni contrapposte: quella materialistica, per cui la morte è finis, e quella spiritualistica per cui la morte è transitus.
E’ chiaro a tutti che la morte risulta essere la più grande sofferenza legata al futuro. E’ chiaro che, nella prospettiva della morte, la vita non può che assumere il carattere di un fatto provvisorio.
Che risposta dare alla nostra condizione di mortali?
In un percorso concettuale, che va dal materialistico finis al trascendentale transitus, attraversando epoche e testi che coprono un arco temporale che val VII sec. a.C. fino ai giorni nostri, abbiamo camminato insieme al pubblico nei luoghi carichi di senso del Parco Europeo d’Attigliano. La ricerca di una risposta, la strenua battaglia per la coscienza e la conoscenza, sono state le nostre scarpe in un cammino verso il senso.
La vita non ha senso se tutto finisce con la morte. Ma è poi vero che tutto finisce con la morte? Davvero non si può arrivare a scegliere una direzione definitiva che non cambi con gli accidenti della vita? E quali possibili posizioni assumono gli esseri umani di fronte al problema posto dal fatto che tutto termina con la morte?
Parco Europeo di Attigliano
5 Ottobre 2008 – ore 20,00
Spettacolo itinerante al chiaro di luna
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