Disastro in Bangladesh
Pubblicato il 7 December 2007 a cura di Stefano Tognarelli
Testimonianze dalla miseria
Dopo l’uragano che ha investito il Bangladesh ci sono state alcune iniziative di soccorso anche nel Movimento Umanista.
Un coordinatore generale di Roma, Eracle, ha una struttura proprio là e così è stata realizzata una straordinaria raccolta fondi che ha permesso di portare provviste e aiuti vari. Abbiamo deciso di pubblicare l’intervento di Eracle che illustra la situazione con parole molto interessanti, e la lettera che raccoglie i pensieri di Andrea, compagno di Eracle in questa esperienza, per lui, la prima. Due interventi toccanti e importanti, piccoli fotogrammi sulla miseria. Domande e punti di vista interessanti.
Eracle:
E forse proprio questi incidenti della natura, dove non si possono trovare colpevoli, nonostante l’infinita tristezza e il rabbioso senso d’ingiustizia, ci costringono ad educare il nostro cuore alla pace con noi stessi e con i nostri simili.
Non fu colpevole il governo che avvisò in tempo, né le istituzioni locali che hanno fatto quello che hanno potuto, né la popolazione che, dopo tanti falsi allarmi, non poteva credere fosse un allarme certo; né le forze della natura che sono dotate di un intenzione cieca.
E forse questa sciagura, quest’idea di incidentalità,
che mi fa pensare al racconto del grande errore,
in scala sociale può permettere profonde comprensioni.E penso a quanta forza esista in questa indecifrabile voglia di esistere e di evolvere
e quanta forza sperimentiamo, quando l’evoluzione appare momentaneamente piegata, mortificata o frenata; ancora più forza! Come se un asse interno si
solidificasse grazie proprio alle difficoltà che ci vengono incontro, come un timone in
mezzo al mare in tempesta, come un faro nella nebbia.
E il tutto si è svolto in uno straordinario clima festoso e di pace.
Inizialmente c’è stata un po’ di paura. Anche per le forze dell’ordine che temevano incidenti e disperati assalti. Invece dopo un primo momento di compulsione da parte della popolazione, una curiosa atmosfera di comunione ha pervaso questa giornata di aiuti.
Non so che aggiungere.
Andrea sta per scrivere i dettagli della sua esperienza. Siamo di nuovo a Dhaka.
Penso all’ostinazione della vita e all’inesauribile forza della nostra specie, che scavalca le meschinità della nostra organizzazione sociale e in modo differente ci mette in comunicazione con la sacralità dell’esistenza e con la sua inevitabilità.
Zio
Andrea:
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