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“Prendi un piccolo fatto vero” torna a Roma dal 23 al 28 marzo

27 February 2010

“Non è un problema di estetica, infine, ma di etica… all’arte non tocca la ricerca della bellezza ma della verità perché si tratta pur sempre, come si diceva allora, e come sarebbe bene tornare a dire anche oggi,
io credo, di cambiare la vita, e di modificare il mondo.”

Torna in scena presso il Teatro alla Scalo, lo spettacolo a cura di Claudio Longhi con Lino Guanciale.

Dal 23 al 28 Marzo 2010, alle ore 21

Teatro allo Scalo
Via dei Reti 38, quartiere San Lorenzo, Roma

Ingresso: € 10, ridotto € 8
sito del teatro

“Per preparare una poesia si prende un piccolo fatto vero, possibilmente fresco di giornata…”Prendi un piccolo fatto vero è uno spettacolo nato a partire da una duplice di necessità: fare i conti sia con la storia della nostra fragile democrazia, sia con l’attuale situazione di impasse linguistica vissuta dal Teatro, in un’ottica che consideri questi come due diversi aspetti di quel grande bisogno di rifondazione della comunicazione in presenza che ci pare segnare profondamente la nostra società.Il titolo dello spettacolo cita il primo verso di una poesia scritta in forma di ricetta da Edoardo Sanguineti, in cui il gesto creativo della scrittura viene sostanzialmente comparato al processo creativo culinario. Questo al fine di restituire alla poesia, utilizzando ironicamente un filtro formale di matrice artusiana, una prospettiva di materiale utilità sociale e di, è il caso di dirlo, brechtiana concretezza, in cui scrivere è alla lettera nutrire. Da questa semplice equazione tra alimento e parola, solo superficialmente considerabile come un intelligente ma astratto divertissement, deriva in realtà una conseguenza logica di altissimo valore etico: se al fondo della produzione culturale e di quella alimentare c’è la medesima necessità, allora chi scrive, o per traslato si occupa di poiesis in generale, in un orizzonte creativo in cui comprendere dunque anche la comunicazione attoriale teatrale, deve farsi carico di una responsabilità civile di importanza capitale, perché si tratta alla lettera non più di soddisfare la passione estetica di lettori o spettatori, ma di rispondere ad un bisogno culturale fisiologico e forte quanto la vera e propria fame. È dunque in virtù di queste considerazioni, ed in ossequio alla mirabile e profonda levità del materialismo sanguinetiano, che lo spettacolo si configura come un ludus teatrale interattivo ambientato in una virtuale cucina en-plein-air, con l’attore-cuoco impegnato ai fornelli per tutta la durata del monologo, affiancato dagli spettatori spiritosamente cooptati di volta in volta in veste di assistenti chef o estemporanei attori.Mentre sul tavolo da cucina una pentola d’acqua è messa a bollire, e si avvicendano uno dopo l’altro, attraverso le mani dell’attore e degli stessi spettatori, i gesti consueti della preparazione quotidiana dei pasti – le patate e le carote vengono pelate, l’insalata condita, la carne battuta e le uova strapazzate –, su uno schermo/fondale scorrono alcune delle più significative immagini della storia dell’Italia repubblicana, dall’immediato dopoguerra fino ai giorni nostri. Il monologo, infatti, aperto proprio dalla poesia/ricetta citata nel titolo, consiste in un montaggio di scritti critici e poetici sanguinetiani aventi come oggetto gli eventi e le tematiche culturali salienti dei sessant’anni della nostra esperienza repubblicana. Si propone così agli spettatori un viaggio storico che attraversi tutti i nodi fondamentali della tradizione democratica italiana – dai giorni eroici della Costituente a quelli esaltanti del Boom economico, dai fasti rivoluzionari (o pseudo tali) della gioventù sessantottina ai cupi auspici delle stragi di stato, dalla violenza terrorista degli anni di piombo al rampantismo finanziario degli anni ottanta, dalla caduta del muro di Berlino e dello spettro comunista fino all’ascesa e alla recente crisi della globalizzazione capitalista –, costruito utilizzando testi scritti da Sanguineti contemporaneamente agli anni in questione oppure a posteriori.  In una sponda continua tra il divertente gioco culinario interattivo praticato hic et nunc (in cui il gesto materiale del cucinare insieme è più importante di ciò che si cucina), e la memoria storica collettiva evocata dai filmati, dalle voci e dalla musica tipica delle varie epoche, ai momenti recitati si alternano canzoni interpretate dal vivo dall’attore, il cui semplice accompagnamento alla chitarra contribuisce, insieme all’ambientazione domestico-culinaria, a comporre un’atmosfera di forte intimità con gli spettatori, ed un rapporto di più umana prossimità agli eventi attraversati. In un mondo conoscibile ormai per lo più esclusivamente attraverso forme tecnologicamente mediate di contatto intersoggettivo, il Teatro si configura infatti come l’ultima roccaforte del rapporto faccia a faccia tra gli uomini, e questo contribuisce a farne un’occasione imperdibile per contrastare l’attuale inaridimento delle nostre facoltà interpretative e cognitive, anestetizzate ormai  dall’enorme mole di informazioni e di immagini di consumo di cui è saturo ogni spazio della vita quotidiana, in una situazione in cui anche gli strumenti utili alla formazione della piena consapevolezza civile e politica delle persone vengono neutralizzati. Siamo sicuri di riuscire ancora a cogliere la differenza tra informazione ed educazione? Davvero viviamo nell’epoca dell’azzeramento delle distanze e dei conflitti, della fine della storia, come un poco dappertutto sentiamo annunciare dai profeti della prima e dell’ultima ora del mercato globale? Davvero non esistono più alternative possibili all’attuale sistema di accumulazione e concentrazione di capitali, risorse, mezzi, davvero la brutale soggezione dei paesi e delle frange sociali più povere è destinata a non conoscere riscatto? E cosa può concretamente fare il Teatro in un mondo come questo? Ultimo avamposto del rapporto umano in presenza, il Teatro può riaccendere la forma più importante di entusiasmo, quella che è alla base di ogni livello di partecipazione attiva alla vita del sistema democratico, ovvero il desiderio per la conoscenza diretta, per quel contatto fisico con le fonti comunicative che oggi pare quasi un residuo medievale. Non a caso è proprio con le parole della magnifica canzone La Libertà di Giorgio Gaber che lo spettacolo si chiude, con un concreto richiamo alla partecipazione come vero nodo della responsabilità democratica dell’individuo.È dunque nel quadro di questo percorso di ricostruzione linguistica e politica del soggetto che l’opera di Edoardo Sanguineti ci è parsa rappresentare un vero e proprio riferimento paradigmatico, visto l’esemplare impegno della sua ricerca della Verità nella Storia, da sempre coerentemente improntata ad una linea etico poetica ben sintetizzata dall’autografo motto “Ideologia e linguaggio”.Le sue parole risuonano del potere che sempre ha l’intelligenza priva di condizionamenti e pregiudizi, concentrata soltanto sulla terribile fatica di capire gli eventi e definirne il valore sostanziale, con l’unico obiettivo di rendere meglio praticabile la strada della giustizia e dell’uguaglianza fra i popoli.Non c’è vera umanità senza coscienza. Non c’è vera libertà dove vige l’ignoranza dei molti come regola e strumento del potere dei pochi. Non c’è speranza che nell’educazione. Questo pare dirci continuamente Sanguineti, come straordinario testimone poetico della vita del nostro strano paese, e a questo ci sentiamo di aggiungere che non esiste un mezzo pedagogico e di comunicazione sociale più alto e potenzialmente dirompente del Teatro.Il “piccolo fatto vero” in questione è quindi, come si vede, tante cose insieme. È la regola su cui Sanguineti basa la sua poetica, tesa ad indagare nel frammento di realtà concreta e materiale la Verità dei rapporti di potere tra gli uomini. È la cucina del nostro gioco teatrale, in cui con ludica leggerezza la parola si parifica agli alimenti nel suo valore e nella sua necessità materiale. È il Teatro stesso, luogo per eccellenza del confronto fisico irrinunciabile, e dunque profondamente Vero, tra attore e spettatore. È la vicenda storica di questa nostra nazione splendida e perduta. È l’invito a considerare come appaia sempre diverso il mondo, una volta che ci si decida davvero ad affrontarne la consistenza concreta, al di là delle insufficienti e sempre parziali rappresentazioni che inflazionano ormai la nostra percezione. Non fosse altro che perché prendere atto dello stato di realtà delle cose è anche il primo passo per poterle cambiare, un piccolo e deciso passo alla volta.

“Sallinger” in scena a Modena

12 February 2010

13 e 14 febbraio 2010

Teatro delle Passioni, Modena

di: Bernard-Marie Koltès
traduzione: Franco Quadri, Cherif
regia: Claudio Longhi
costumi: Gianluca Sbicca
spazio scenico: Marta Montevecchi
con: Fausto Cabra, Lino Guanciale, Diana Manea, Barbara Mazzi, Adolfo Micheletti, Luca Micheletti, Stella Piccioni, Claudia Scaravonati
produzione: Teatro di Roma
foto di scena: Serafino Amato

Sallinger – un testo del 1977 che segna per Koltès l’inizio della stagione più critica della sua poetica (quella della piena maturità) – già dal titolo denuncia la sua prima fonte ispiratrice: quel J.D. Salinger che nel 1951 pubblica uno dei libri cult più celebri al mondo, Il giovane Holden – romanzo di cui il copione koltèsiano è una liberissima reinvenzione scenica. Attraverso la violenta incursione nel più tradizionale salotto della borghesia militare americana alle soglie del conflitto del Vietnam, Koltès racconta la crisi dell’american dream: metafora di essa, e pretesto narrativo, il suicidio di uno dei figli della più classica famiglia modello, il preferito, il genio ribelle con velleità anarcoidi che si rifugia nel nichilismo e risolve con un colpo di rivoltella la sua indecisione tra la “torre d’avorio” (dell’arte o del gioco intellettuale) e la ripugnante quotidianità. Il fratello e la sorella, la madre e il padre, la vedova e gli amici, raccolgono diversamente l’estrema provocazione del caro estinto, che esce dal proprio mausoleo per giustificare, post mortem, il suo gesto agli occhi innamorati e furiosi di chi è rimasto vivo.
Nel rifiuto di una sperimentazione tutta e soltanto formale, nell’epoca del “riflusso” a-ideologico, Koltès non ha esitato ad affrontare temi sociali, quando non strettamente politici, ponendo radicalmente nei suoi drammi questioni di scomoda attualità, come il rapporto con lo straniero, la deriva dell’istituzione familiare, il motore erotico che fa correre la società di massa (oggi globale) verso il proprio disfacimento, ma che costituisce anche la superstite possibilità di riscatto dell’uomo contemporaneo.
Grazie ad una speciale riproposta di un modello narrativo “epico”, smontato e rimontato all’interno delle sequenze episodiche che caratterizzano la sua drammaturgia, egli impone – senza disdegnare incidentali sentimentalismi – un modello di coinvolgimento pericoloso e tagliente, mai biecamente retorico e pure poggiante in massima parte sul lavoro dell’attore, testimone e
interprete “immedesimato” di una partitura drammaturgica ad elevato contenuto filosofico ed emotivo insieme.

Scheda spettacolo emiliaromagnateatro.com

Modena, dall’11 al 13 febbraio – Nella solitudine dei campi di cotone

Modena Teatro delle Passioni
dal 11/feb/2010 21:00 al 13/feb/2010 21:00

di: Bernard Marie Koltès
traduzione: Anna Barbera
regia: Claudio Longhi
con: Lino Guanciale, Luca Micheletti
costumi: Gianluca Sbicca
spazio scenico: Marta Montevecchi
produzione: Teatro di Roma

Mi dica quel che lei vuole e io glielo vendo, dice il primo, e l’altro risponde: mi dica quel che lei ha e io le dirò cosa voglio…

È notte: in un anfratto di una non meglio precisata foresta metropolitana, due uomini in preda ad istinti bestiali, protagonisti di un cruento e morboso rito di corteggiamento e impegnati ad opporsi parole tanto forti da far sanguinare, si incontrano per concludere l’ambiguo commercio di un deal…
Geniale protagonista del teatro francese del secondo Novecento, con Nella solitudine dei campi di cotone, Bernard-Marie Koltès (1948-1989), porta in scena una delle più affascinanti variazioni sul tema platonico del dialogo intorno ad eros e conoscenza, con sguardo politicamente attento alla mercificazione dei rapporti quotidiani nel grande mercato della società contemporanea. Ricollocando lo scontro in una sala vuota in cui il Cliente/spettatore affronta il suo Dealer/attore, lo spettacolo esplora le possibilità metateatrali del copione di Koltès: il suo postulare un rapporto ambiguamente seduttivo tra palco e platea, la sua capacità di presentare amleticamente il teatro quale specchio dei tempi a partire da una scena concepita come luogo di compravendita di un corpo, la sua quasi sadiana inclinazione a cogliere nel desiderio teatrale la prima pulsione alla costruzione dell’identità, la scelta ideologica di vivere il teatro come superstite phàrmakon contro l’alienazione dilagante.

Scheda spettacolo emiliaromagnateatro.com

La storia d’Italia in un dialogo continuo tra pubblico, attore e autore

2 February 2010

Ringraziamo Pierluigi Zavaroni per il suo articolo apparso su lungoparma.com

“Prendi l’Italia, paese in cui, come ha cantato qualcuno, «ci passa la storia con un passo da signorina». E poi prendi un grande autore, di quelli che si possono odiare o amare ma ignorare mai. Uno come Edoardo Sanguineti (nella foto). Prendi un teatro e rendilo vivo, con gli spettatori coprotagonisti e sul palco un attore di quelli bravi, uno come Lino Guanciale. Mescola il tutto ed otterrai uno di quegli spettacoli che meritano di essere visti. Prendi un piccolo fatto vero…, in scena nei giorni scorsi a Teatro Due, è questo ed altro.

E’ un dialogo continuo ed appassionato che vede coinvolti da una parte il pubblico e l’attore, dall’altra il grande poeta, presente virtualmente con i video dei suoi interventi e con le sue poesie. In mezzo, oggetto di discussione, la Storia d’Italia. Quella bella dei giorni felici della Liberazione, quella dura degli anni cinquanta, quella sorprendente degli anni del boom economico e poi del Sessantotto, quella di piombo degli anni del terrorismo e delle stragi, quelle che portano a chiedersi chi è Stato. «La violenza è il frutto del capitalismo impazzito» ci dice Sanguineti.

E se sul palco vanno in scena gli anni Ottanta, quelli in cui Ferrara invitava i comunisti ad arricchirsi, e la caduta del Muro, quello di Berlino ovviamente, Sanguineti non può che dirci che «la fine delle ideologie è solo la fine della coscienza di classe». Perché il novantotto per cento della popolazione mondiale è proletariato e sottoproletariato. Solo che adesso non lo sanno più. E allora la pentola sul palco non può che bollire. Ma fare in modo che il fuoco non si spenga, e soprattutto metterci il contenuto, quello spetta a noi. Va in scena il teatro di narrazione in viale Basetti. Va in scena la sua tradizione migliore, quella fatta di rabbia e poesia. Ma va in scena anche un attore che non solo rompe, ma supera, sbriciola la quarta parete e rende il teatro un grande, immenso dialogo collettivo.

Magistrale Lino Guanciale, ottima la regia di Claudio Longhi, per un lavoro che parla a tutti ma soprattutto ai giovani e che merita di essere visto.”

Fonte: http://www.lungoparma.com/cultura_e_spettacolo/54255.html

La grande corsa nella storia

30 January 2010

Ottimi riscontri, sia da un pubblico entusiasta e molto partecipativo che dalla critica che per la “prima” ha recensito su La Gazzetta di Parma lo spettacolo  “Prendi un piccolo fatto vero” in scena al TeatroDue di Parma dal 28 al 31 gennaio, montaggio di testi di Edoardo Sanguineti, per la regia di Claudio Longhi e interpretato da un brillante Lino Guanciale.

Un pubblico molto diversificato, da adolescenti fino a persone che hanno vissuto gran parte (se non tutte) delle decadi raccontate ed interpretate negli scritti originali di Sanguineti. Uno spettacolo che, in base al vissuto personale di ogni singolo spettatore, incontra differenti letture del passato e del presente rendendo il pubblico parte attiva dello spettacolo stesso.

Per non dimenticare, mai.

28 January 2010

E’ stato molto emozionante poter realizzare lo spettacolo sulla Memoria – “L’altro inferno” -  con le ragazze della scuola di Buggiano.

Vogliamo qui ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questa giornata e soprattutto chi, per una vita, ha lottato senza tregua per la libertà di tutti.

27 gennaio, Il giorno della Memoria

19 January 2010

Anche quest’anno Mimesis e Cooperativa Selva sono onorate di poter organizzare questo giorno speciale insieme al Comune di Buggiano e agli amici di ANPI, ANCR, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Il programma è suddiviso in due parti, la prima di mattina e a seguire uno spettacolo la sera; in dettaglio:

  • 09,30 – Messa in suffragio ai caduti
    Chiesa parrocchiale di S.Pietro Apostolo celebrata da Mons. Franco Sbrolli
    A seguire deposizione della Corona di alloro al “Monumento ai Caduti”
  • 10,00 – La Memoria e il futuro
    Saluto delle autorità e proiezione di un video per i ragazzi delle scuole medie dell’Istituto comprensivo di Borgo a Buggiano presso il Teatro Gambrinus
  • 21,00 – Spettacolo teatrale
    “L’altro inferno” spettacolo realizzato dagli studenti della scuola secondaria di primo grado in occasione della giornata della memoria.
    Ingresso libero.

Per informazioni: 0572509195 • 3491231179

FACCIAMO CINEMA!

9 January 2010

SE VOLETE IMPARARE E DIVERTIRVI REALIZZANDO UN FILM QUESTO E’ IL CORSO PER VOI!

LO FAREMO INSIEME DA GENNAIO AD APRILE 2010

Sono previsti corsi teorico-pratici per:

  • Giovani (dai 12 ai 18 anni)
  • Adulti (dai 18 anni)
  • Donne

Durata: 30 ore complessive suddivise in incontri settimanali di 2 ore e mezza (il venerdi? e il sabato, in base alle esigenze degli iscritti)

I corsi prevedono l’apprendimento delle principali tecniche della ripresa e del montaggio digitali necessari per la realizzazione di un prodotto audiovisivo. La scelta del genere e dei temi, nonche? la costruzione del film verra? fatta insieme ai partecipanti in modo da dare assoluta priorita? all’espressione del loro punto di vista.

I corsi si concentreranno sullo studio del linguaggio filmico, l’analisi dei codici della rappresentazione e la conoscenza dei mezzi tecnici. Le questioni teoriche saranno affrontate ricorrendo a supporti audio-visuali per facilitare l’apprendimento e legarlo all’esperienza pratica.

Struttura del corso

  • Socializzazione e lavoro di gruppo: Interessi ed esigenze dei partecipanti
  • Il testo del cinema: generi e codici
  • Il linguaggio cinematografico: inquadrature e movimenti di macchina
  • Il film: preproduzione, produzione e postproduzione

I CORSI prevedono una quota di partecipazione di Euro 10,00, da versare sul c/c postale 119511 con intestazione Comune di Pieve a Nievole – Tesoreria Comunale, con la causale “Laboratori di cinema”

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi all’Urp (0572-95631) e/o all’Ufficio Segreteria del Sindaco (0572/956339)
Sono ammessi max 15 partecipanti a corso.

Scarica il file per l’iscrizione

17 gennaio, “Perché ai grandi bisogna sempre spiegargli tutto?!”

4 January 2010

webMimesis, in collaborazione con il Comune di Pieve a Nievole, Selva Cooperativa sociale e CantieriOssoDelCane presenta un nuovo spettacolo per ragazzi

“Perché ai grandi bisogna sempre spiegargli tutto?!”

“I grandi non capiscono mai niente da soli ed è faticoso, per i bambini, star sempre lì a dargli delle spiegazioni.”
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe

17 gennaio 2010, ore 16,30

INGRESSO GRATUITO

Biblioteca comunale di Pieve a Nievole
Via G. Marconi, 271

informazioni: 349 1231179 • 320 2344724
info@mimesis-cultura.org
www.mimesis-cultura.org

Il lupo e la strega

10 December 2009

webMimesis e Selva Cooperativa Sociale, in collaborazione con CantieriOssoDelCane, presentano:

uno spettacolo per bambine e bambini… dai 4 ai 99 anni!

C’era una volta… …e vissero tutti felici e contenti!
Nel mezzo ci sono da sempre storie e favole!

23 Dicembre alle ore 21.00

con: Serena Fantozzi,  Lucia Morelli,  Irene Pace,  Elena Pace,  Lia Fiore,  Gianni Ferdani,
Sandro Ceccanti,  Alessandro Tognarelli

regia  collettiva

luci e musiche: Marco Zazzeri

Circolo sociale AUSER
Via Buonvicini, 11  • Pieve a Nievole

INGRESSO GRATUITO

con il patrocinio del Comune di Pieve a Nievole, Assessorato alla pubblica istruzione e cultura

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9 September 2009

Manca meno di un mese!

«Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne. Tutto quello che ho fatto è stato di tentare esperimenti nell’uno e nell’altro campo sulla più vasta scala possibile. Tentando, talvolta ho sbagliato e ho imparato dai miei errori.»(1)
Mohandas Karamchand Gandhi
Scegliendo come giorno l’anniversario della [...]

1 December 2008

Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Mimesis aderisce incondizionatamente a quest’evento mondiale, dimostrazione della grande forza e del potenziale eccezionale che sta in ognuno di noi!
E’ la prima Marcia Mondiale che percorrerà tutto il pianeta chiedendo la fine di tutte le guerre e lo smantellamento degli armamenti nucleari. Un’azione organizzata per la prima volta a livello mondiale con l’intento di riunire [...]

29 September 2008

2 ottobre. La giornata della NONVIOLENZA

2 OTTOBRE – “In questo mondo disgraziato in cui la forza e l’ingiustiza s’impadroniscono delle campagne e delle città come si pensa di porre fine alla violenza? Come si pensa di porre fine alla violenza?”
A queste parole di Silo la risposta unanime è: l’unica solozione è la NONVIOLENZA.
Che cos’è la nonviolenza? 
La “nonviolenza” suole comprendere tanto il [...]

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22 GIUGNO: NO ALLO SCUDO STELLARE!!

DOMENICA 22 GIUGNO 2008: GIORNATA MONDIALE DI SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LO SCUDO SPAZIALE E CONTRO L’INSTALLAZIONE DI UNA BASE MILITARE AMERICANA IN REPUBBLICA CECA PROMOSSA DA EUROPE FOR PEACE
Per dare ancora più forza alla protesta nonviolenta contro il progetto statunitense dello “Scudo spaziale”. Domenica 22 giugno è stata promossa una giornata mondiale di sciopero [...]

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A partire dal 1990, la politica europea che i vari Governi hanno seguito in materia dii immigrazione e di asilo ha portato ad una riduzione progressiva dei diritti e delle tutele [...]

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UN’EUROPA PER LA PACE

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