15 June 2009
La Nuit juste avant les forêts, un’entrée in forma di monologo scritta dall’autore ventottenne, è un esempio di drammaturgia dirompente e sperimentale (trattasi di un’unica frase di sessantatre pagine), che esplora il cosmo della diversità e del rapporto con l’altro, ponendosi, secondo lo stesso Koltès, come “la lunga espressione di un unico desiderio”.
Il monologante si rivolge a un interlocutore al quale chiede di condividere uno spazio per istituire con lui un contatto e per scuoterne i pregiudizi. Passando attraverso vari stati d’alterazione, i contorni del luogo presso il quale ha luogo l’incontro con l’altro, coincidono sempre di più con quelli metaforici di un ‘incrocio’ di stati di coscienza, e lo stesso interlocutore, scelto a caso, abbandona il suo statuto di individualità diventando personaggio collettivo, moltiplicato per il numero degli spettatori.
L’allestimento indaga le potenzialità stranianti della lingua di Koltès, sradica il testo dal suo orizzonte narrativo originale e lo rideclina in forma di glossolalia metateatrale: l’attore si rivolge direttamente agli spettatori (una comunità di persone che stanno attendendo a qualche occupazione come aspettare l’inizio dello spettacolo, consumare un drink), e non a uno solo di essi, generando un cortocircuito tra i vocativi deittici al singolare e la pluralità degli interlocutori interpellati. Il protagonista della Notte è un po’ come uno di quei soggetti marginali che a tratti invadono la nostra quotidianità mentre sediamo al bar o al ristorante, o camminiamo per strada.
Regia di Claudio Longhi
Con: Lino Guanciale
lunedì 22 giugno 2009, ore 20.00
26 May 2009

di Francesca Galeazzi
Seduta in prima fila di fronte allo spazio scenico del piccolo ma simpatico Teatro allo Scalo di Roma, il 23 Maggio alle ore 19:00 ho atteso insieme al resto del pubblico presente l’inizio della mia prima “lettura” di un romanzo. “Il dolore perfetto” di Ugo Riccarelli, vincitore del Premio Strega 2004.
Sostenuti dalle note di Verdi e di Rossini e accompagnati dalle immagini che richiamavano alla mente i luoghi e i personaggi del libro, lo scrittore Ugo Riccarelli e l’attore Lino Guanciale, si sono alternati nella lettura di brani tratti dal libro introducendoci i personaggi e alcune delle vicende che li vedono protagonisti. Immediatamente ci siamo sentiti presenti e vicini al mondo ottocentesco dell’anarchico Maestro e della Vedova Bartoli che protetti e avvolti dal loro amore donavano a tutti armonia e gioia,abbiamo sorriso conoscendo i il parroco e gli abitanti di Colle immersi in un atmosfera magica, che richiama quella sognante del paesino di Macondo.
Attraverso una narrativa acuta e scorrevole, il pubblico ha vissuto le vicende del Maestro che viene strappato dalle braccia delle sua famiglia a causa delle sue idee politiche; da un lato quindi la sua vicenda personale di fuggiasco costretto a stare lontano da casa per proteggere la sua famiglia, dall’altro il dolore e la malinconia della Vedova Bartoli rimasta sola con tre figli.
Le vicende del libro vanno avanti e scendono in profondità, proseguendo con le storie e le vicissitudini degli altri personaggi che purtroppo non abbiamo fatto in tempo a conoscere, ma quel pomeriggio lì, seduta in prima fila davanti allo spazio scenico del piccolo Teatro alla Scalo, mi sono sentita immersa nell’atmosfera e nelle storie del paese, immaginandomi sguardi, sentimenti, impressioni, paure e questo dolore assoluto e perfetto di cui si parla e che inevitabilmente accompagna le esperienze dell’uomo passato o contemporaneo.
21 May 2009
Riportiamo un aritcolo di Elena Nesti che ha partecipato alla prima dello spettacolo “Prendi un piccolo fatto vero” in scena a Roma presso il teatro allo Scalo fino a sabato 23 maggio 2009.
Articolo su cinebazar.it
7 May 2009
29 Maggio - La piccola bottiglia di plastica e la sua storia hanno deciso di raccontarsi fra gli stand e le iniziative della VI edizione di “Terra Futura”. “Terra Futura” è una grande mostra-convegno, nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme –, la manifestazione mette al centro le tematiche e le “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione della cosa pubblica…
Dove, meglio che in questa dimensione di riflessione, poteva tornare la storia di Eterna, piccola bottiglia di plastica che vive nel mondo delle cose che racchiude . Un mondo che attraversa grazie al suo amico Simone, un bambino di dieci anni, con i capelli appuntiti dal gel e dai capricci, che, giocando, riutilizza più volte la bottiglia.
Spettacolo itinerante per bambini e ragazzi
29 maggio 2009
Fortezza da basso, Firenze

Prendi un piccolo fatto vero
“Per preparare una poesia si prende un piccolo fatto vero, possibilmente fresco di giornata…”
“Prendi un piccolo fatto vero è uno spettacolo nato a partire da una duplice di necessità: fare i conti sia con la storia della nostra fragile democrazia, sia con l’attuale situazione di impasse linguistica vissuta dal Teatro, in un’ottica che consideri questi come due diversi aspetti di quel grande bisogno di rifondazione della comunicazione in presenza che ci pare segnare profondamente la nostra società.
Il titolo dello spettacolo cita il primo verso di una poesia scritta in forma di ricetta da Edoardo Sanguineti, in cui il gesto creativo della scrittura viene sostanzialmente comparato al processo creativo culinario. Questo al fine di restituire alla poesia, utilizzando ironicamente un filtro formale di matrice artusiana, una prospettiva di materiale utilità sociale e di, è il caso di dirlo, brechtiana concretezza, in cui scrivere è alla lettera nutrire.”
Montaggio drammaturgico da testi di Edoardo Sanguineti
TEATRO ALLO SCALO
Via dei Reti, 36 - ROMA
DAL 19 al 23 Maggio 2009
A cura di Claudio Longhi
Con Lino Guanciale
Una produzione Mimesis
allestimento multimediale Matteo Papadopoulos
19 April 2009
Venerdì 24 Aprile, all’interno dell’Auditorium S. Caterina, Mimesis torna a giocare con i dubbi e le proposte cogitative del filosofo Armando Massarenti. “Il lancio del nano” è un testo che si presta ad essere giocato e quindi messo in scena (recitare in inglese si dice anche play, in francese jue) perché pone il lettore/spettatore di fronte a strade diverse che convergono, si scontrano e ripartono; dei piccoli drammi, o meglio, dilemmi etici e morali, che nascono dall’esigenza di vedere meglio ciò che sta al fondo della nostra natura umana.
E’ proprio dal titolo che inizia il cammino, in questa dolce selva della meditazione; gli attori cominciano a giocare lo sport più strano che ci sia: “Il lancio del nano”. Lo scopo è “lanciare il nano il più lontano possibile. Lenny The Giant, la star di questo sport, è stato lanciato a più di 9 metri, con grande soddisfazione propria e altrui”. Ma si può lanciare un nano senza incorrere in problemi etici e morali e in domande alquanto profonde? Qualcuno si chiede: “E’ uno sport inumano?” e qualcuno risponde: “Ma se il nano è daccordo?!”.
Ciò che il nano ci insegna, col suo piccolo lume, sono le sue domande.
E la consapevolezza della problematicità delle risposte.
La filosofia in scena: il lancio del nano
Testo di Armando Massarenti, Regia di Claudio Longhi
Con: Giulia Franzaresi, Ivan Giglio, Lino Guanciale, Stefano Tognarelli
Allestimento e comunicazione a cura di Matteo Papadopoulos
Finalborgo - Auditorium S. Caterina
Via Ghiglieri, 1 - Finale Ligure
24 Aprile 2009 - ore 21,00
prenotazione e info
019.692319
17 April 2009
di Bernard-Marie Koltès
25 Aprile - “Un titolo sfumato che non significa nulla ma è molto suggestivo per l’idea di indefinito e buio che si accavallano, si inseguono, si perdono e si cercano. La notte e la foresta, due immagini scure, non sai mai quanto profonde, ti immergono in una fluviale, accelerata corrente di umori, di gesti insoluti o forse solo impotenti.” Scrive Roberto Oddo, “La solitudine straripa, Bernard-Marie Koltès non ha alcun interesse a contenerla negli argini della propria creatura, viene riversata sul pubblico inerme. Questa voce insondabile, oltre l’isolamento, non fa una pausa, non si ferma un attimo se non per giustificare, correggere, specificare, e poi va oltre, vola da una ragione all’altra e poi a un’altra ancora, semmai tornando spesso e non sappiamo bene quanto volentieri sulle stesse vette ma, si capisce, in altra rotta.” In questo disperato sbattere sulle vette di cime tempestose, incrollabili e taglienti, quest’io narrante sempre straniero, ferito, dolorante e audace è precipitato nei panni di Lino Guanciale, che con una grande sensibilità sconvolge chi si trova quasi per caso lungo la sua strada, e si ferma dunque incuriosito e nello stesso tempo sospettoso, ad ascoltarlo.Uno spettacolo coinvolgente e profondamente interculturale, estremamente emozionante.
25 Aprile - ore 21,00 - ingresso gratuito
Circolo Auser - via Buonvicini, 11 - Pieve a Nievole (Pt)
14 April 2009
liberamente tratto da
25 Aprile - in collaborazione con Cooperativa Selva, Comune di Borgo a Buggiano e ANPI, Mimesis propone una piece teatrale a conclusione del laboratorio teatrale per adulti. Il testo di F. Durrenmatt, altamente paradossale, profondo e irriverente si è prestato alla nostra rielaborazione, permettendoci di affrontare un tema morale scottante e attuale: quello della potenza atomica. I percorsi che confluiscono in questo spettacolo sono molti e svariati: l’idea del teatro come strumento di conoscenza attraverso l’esperienza; il bisogno di affrontare temi attuali quali il disarmo nucleare e totale delle potenze mondiali; la necessità di costruire una cittadinanza attiva che affronti i temi mondiali ed umani; il percorso di conoscenza e di lavoro personale dei gruppo di autoaiuto promossi da Selva e Mimesis sul territorio della Valdinievole.
Questa commistione di forze ci ricorda che niente è scollegato e che, come dice lo stesso Durrenmatt, “ciò che riguarda tutti può essere risolto soltanto da tutti.”
25 Aprile - ore 21,00 - ingresso gratuito
ore 19,00 - aperitivo pre-spettacolo
Polisala Gambrinus - Borgo a Buggiano (Pt)
19 January 2009
Il giorno della memoria della Shoah - Costruire futuro
27 Gennaio, Borgo a Buggiano - La “Giornata della Memoria” è stata istituita dal Parlamento Italiano nel 2000 per ricordare le vittime delle persecuzioni fasciste e naziste degli ebrei, degli oppositori politici, di gruppi etnici e religiosi dichiarati da Hitler indegni di vivere La data prescelta è quella dell’ anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz (vicino a Cracovia in Polonia) avvenuta ad opera delle avanguardie della Prima Armata dell’ Armata Rossa (comandata dal maresciallo Koniev) il 27 gennaio 1945.
Nella convinzione che senza memoria non ci sia futuro, il comune di Buggiano, l’Istituto Comprensivo e l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, con la nostra collaborazione e quella della Cooperativa Sociale Selva ha attivato un progetto di ricerca che, guardando a ciò che è stato, ci permetta di lavorare affinché tale mostruosità non si possa ripetere.
27 Gennaio - ore 21,00 - ingresso gratuito
Polisala Gambrinus - Borgo a Buggiano (Pt)
con la partecipazione di Lino Guanciale
1 December 2008
Io, in Paradiso, mi porto la cassetta degli attrezzi! Non si sa mai!
Buggiano - All’interno di uno spazio ormai consolidato come luogo di eventi di grande comunione di passioni quale il polisala Gambrinus, Mimesis ricrea il connubio, da sempre cercato al’interno dei luoghi di ristorazione, tra l’arte culinaria e quella del teatro, della narrazione agita e re-citata. Questa volta la rottura di quel labile e sottile muro che divide attore e spettatore avviene all’insegna del divertimento intelligente e del buon cibo. Scatenare il riso in quanto atto liberatorio di tensioni interne ed esterne; il riso come agente scatenante per una riflessione postuma su temi importanti o semplicemente su di noi, sulla buffa commedia umana.
Sabato 13 Dicembre - ore 20,30
Polisala Gambrinus - Borgo a Buggiano (Pt)
Per info e prenotazioni:
3202344724
3201509037